Biografia

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Biografia

  • Sembra una ripetizione, ma le cose sono andate proprio in questo modo. Nel 1991  ebbi il mio primo approccio con la prestidigitazione, l’arte di fare giochi di prestigio. Dapprima me ne interessai soltanto nei ritagli di tempo, ma la cosa mi sembrava davvero divertente, e così questa mia passione singolare alcuni anni dopo, cambiò la mia esistenza, che venne stravolta da carte, palline ed uniciclo.
    Mago Pierre
 


Un attrezzo piuttosto comune, che tuttavia ebbe un fortissimo impatto: un giorno, sfogliando un catalogo, vidi in vendita un monociclo. Ne fui attratto e non so neanche il perché, sentii il bisogno di acquistarlo immediatamente. In breve tempo, quel piccolo mezzo diventò la chiave di volta della mia vita e anche quello che sento di aver amato più di ogni altro, forse perché più di tutti mi ha fatto sudare per lasciarsi dominare, forse per le grandi soddisfazioni che mi ha regalato in seguito. Presi ad esibirmi in pubblico e le cose cominciarono ad evolvere rapidamente. Mi appassionai a questa mia nuova attività e gli dedicai sempre più tempo.

Contemporaneamente sentivo nascere in me un desiderio nuovo e mi resi conto quale era la più vera e pressante urgenza: volevo lavorare con i bambini, fare qualcosa per loro, farli divertire, portare loro un semplice sorriso. Ma soprattutto, volevo farlo con quelli che di questo avevano più bisogno. In seguito, questo mi spinse a cercare il modo di poter accedere anche alle strutture ospedaliere, cosa non facile, ma una volta trovato, iniziai di mia spontanea volontà a fare alcune presenze presso il reparto pediatrico dell’ospedale di Fermo.

Così nacque clown Pierre esperto nella terapia del sorriso, che per più di 10 anni dal 2000 al 2010, ha girato per i corridoi e le camere dell’ospedale Salesi di Ancona cercando di portare ai piccoli pazienti un po’ di sollievo e generando un sano entusiasmo in tutti quelli che giornalmente lo hanno incontrato.

 


Un attrezzo piuttosto comune, che tuttavia ebbe un fortissimo impatto: un giorno, sfogliando un catalogo, vidi in vendita un monociclo. Ne fui attratto e non so neanche il perché, sentii il bisogno di acquistarlo immediatamente. In breve tempo, quel piccolo mezzo diventò la chiave di volta della mia vita e anche quello che sento di aver amato più di ogni altro, forse perché più di tutti mi ha fatto sudare per lasciarsi dominare, forse per le grandi soddisfazioni che mi ha regalato in seguito. Presi ad esibirmi in pubblico e le cose cominciarono ad evolvere rapidamente. Mi appassionai a questa mia nuova attività e gli dedicai sempre più tempo.

Contemporaneamente sentivo nascere in me un desiderio nuovo e mi resi conto quale era la più vera e pressante urgenza: volevo lavorare con i bambini, fare qualcosa per loro, farli divertire, portare loro un semplice sorriso. Ma soprattutto, volevo farlo con quelli che di questo avevano più bisogno. In seguito, questo mi spinse a cercare il modo di poter accedere anche alle strutture ospedaliere, cosa non facile, ma una volta trovato, iniziai di mia spontanea volontà a fare alcune presenze presso il reparto pediatrico dell’ospedale di Fermo.

Così nacque clown Pierre esperto nella terapia del sorriso, che per più di 10 anni dal 2000 al 2010, ha girato per i corridoi e le camere dell’ospedale Salesi di Ancona cercando di portare ai piccoli pazienti un po’ di sollievo e generando un sano entusiasmo in tutti quelli che giornalmente lo hanno incontrato.

Ciò che ho fatto quotidianamente è stato semplicemente di rendere più serena l’atmosfera, per forza di cose, un po' pesante dell’ospedale, giocando e scherzando con piccoli e grandi, esibendomi per loro e cercando di creare un clima di festa. La cosa aiuta i bambini e le loro famiglie a stringere rapporti fra loro, favorisce nuove amicizie e conoscenze e aiuta a rendere più sopportabile la degenza ospedaliera. Tutto ciò è stato molto apprezzato ed in tanti lo hanno dimostrato giornalmente, in ogni maniera. Molto spesso capitava di restare in ospedale anche più a lungo del previsto, perché un bambino che non riuscivo a salutare e che mi attendeva con impazienza da giorni sguinzagliava sulle mie tracce i suoi genitori, finché non riuscivo a fargli visita per giocare un po’ insieme.

Naturino6
Naturino6

Ciò che ho fatto quotidianamente è stato semplicemente di rendere più serena l’atmosfera, per forza di cose, un po' pesante dell’ospedale, giocando e scherzando con piccoli e grandi, esibendomi per loro e cercando di creare un clima di festa. La cosa aiuta i bambini e le loro famiglie a stringere rapporti fra loro, favorisce nuove amicizie e conoscenze e aiuta a rendere più sopportabile la degenza ospedaliera. Tutto ciò è stato molto apprezzato ed in tanti lo hanno dimostrato giornalmente, in ogni maniera. Molto spesso capitava di restare in ospedale anche più a lungo del previsto, perché un bambino che non riuscivo a salutare e che mi attendeva con impazienza da giorni sguinzagliava sulle mie tracce i suoi genitori, finché non riuscivo a fargli visita per giocare un po’ insieme.

Inutile cercare di spiegare la soddisfazione e la gioia che ho ricavato da esperienze del genere, tali da farmi decidere di lasciare il mio vecchio lavoro e in un certo senso la mia vecchia vita: il sorriso e l’allegria dei piccoli che ho incontrato ogni giorno ha permesso alla mia esistenza di acquistare un senso profondo e più consapevole di ciò che volevo davvero accadesse nella mia vita. Non posso che ringraziare tutte le persone che lo hanno permesso, gli amici che mi hanno aiutato a realizzare quello che per me era solo un sogno, e con loro, tutta la gente che quotidianamente ho potuto incontrare, per il sostegno e la gratitudine.

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